La funzione dello pneumatico è quella di sostenere il peso del veicolo, di trasmettere la forza di trazione e di frenata, e di favorire lo sterzo.
Funge, anche, da ammortizzatore del manto stradale, favorendo quindi l’assorbimento degli urti.
La durata di uno pneumatico, in via generale, dipende molto dallo stato di conservazione, quindi non vi è una vera e propria scadenza dello stesso. Qualora però venga raggiunto il limite di 1,6 mm della profondità della scanalatura del battistrada, vi è una evidente usura dello pneumatico ed è quindi obbligatorio, a livello legale, la sostituzione.
Tuttavia, FederPneus e i maggiori costruttori di gomme, tra cui Michelin e Pirelli, consigliano il cambio a 10 anni dalla data di fabbricazione.
A questo scopo, per verificarne il periodo di costruzione, bisogna fare riferimento al DOT dello pneumatico: una dicitura in cui le ultime 4 cifre indicano precisamente la settimana e l’anno di produzione.
Lo pneumatico è strutturato da diverse parti, tra cui: il battistrada, ossia la parte che va a contatto con la strada, con uno spessore medio di 8mm, i fianchi suddivisi in esterno ed interno, su cui sono indicate spesso le informazioni dello pneumatico, la carcassa che è la parte interna, composta da più strati di tele gommate atte a costituire lo scheletro della gomma e che consente la trasmissione di tutte le forze di carico tra la ruota ed il terreno, garantendo la resistenza alla pressione di gonfiaggio.
In commercio esistono diversi tipi di pneumatici tra cui, per esempio, gli pneumatici invernali, estivi e quattro stagioni, e gli pneumatici radiali.
Gli pneumatici stagionali rispondono più adeguatamente alle condizioni atmosferiche e di strada nelle rispettive stagioni. Ad esempio, la mescola degli pneumatici invernali è più morbida e si mantiene più elastica alle basse temperature per garantire una buona presa sulla strada.
In molte zone d’Italia vige l’obbligo di pneumatici invernali. Puoi scoprire QUI perché e quando fare il cambio invernale mentre QUI perché e quando fare il cambio estivo.
Gli pneumatici radiali, invece, hanno gli strati della carcassa disposti a raggiera rispetto all’asse frontale e hanno dei fili di acciaio nella struttura interna della gomma montati in maniera obliqua ed incrociata. Questo per conferire maggiore flessibilità, elasticità sui fianchi e rigidità al battistrada; il tutto per una maggiore aderenza al suolo, anche alle alte velocità.
Buona presa sulla strada, sicurezza di guida, prestazioni migliori e risparmio di carburante: questi sono i perché principali che motivano la cura e la manutenzione dello pneumatico.
Ecco alcuni consigli su come mantenere le gomme auto in buono stato.
Il primo e basilare tra i metodi di conservazione pneumatici è il controllo visivo, che può essere effettuato dal proprietario del veicolo o comunque dall'utilizzatore, attraverso un esame esterno sia del battistrada, che del fianco della gomma per riscontrare la presenza di eventuali lacerazioni, crepe, tagli e/o rigonfiamenti.
Un’altra delle best practice per la conservazione degli pneumatici è il controllo periodico della pressione delle gomme a freddo.
Sul libretto dell'auto è specificata la pressione ideale delle gomme oppure è specificato sulla portiera dell'auto. La pressione va mantenuta su questo livello, così come espressamente indicato dalla casa costruttrice.
Ricordiamo che se la pressione è più alta di quanto segnalato, può provocare l’usura della parte centrale del battistrada; se è più bassa invece il consumo avviene sulla parte esterna dello pneumatico.
Il controllo è da effettuare, in linea di massima, mensilmente ma è consigliabile in particolare qualora siamo reduci da un lungo viaggio o dobbiamo prepararci ad esso, e anche nel caso di una inattività prolungata del mezzo.
Va posta attenzione anche al danneggiamento delle valvole che possono dare origine a una perdita di pressione e quindi allo sgonfiamento delle gomme
Se siete in possesso della ruota di scorta, è indispensabile verificare anche la pressione di questa in caso sorga la necessità di utilizzarla.
Attualmente è possibile gonfiare le gomme anche con l’azoto.
L’azoto non favorisce l’umidita e la combustione quindi riduce le variazioni di pressione e i pericoli di scoppio (per maggiori info clicca qui).
Questo per alcuni tipi di pneumatici, con forte usura su veicoli molto pesanti, può essere un rimedio molto utile.
In generale, per tragitti urbani di veicoli non particolarmente pesanti, il normale gonfiaggio ad aria compressa è più che adeguato.
Infine, esistono anche i pneumatici runflat, ossia con i fianchi rinforzati, i quali sostengono il peso del veicolo e permettono un’agevole guida su strada, anche dopo una perdita di pressione a seguito di una foratura.
Un’altra pratica utile per conservare più a lungo lo pneumatico è quella di effettuarne la rotazione sul veicolo, quindi facendo passare nella zona anteriore gli pneumatici posteriori, che generalmente sono quelli meno usurati, e gli anteriori nella zona posteriore. Questo in linea di massima viene consigliato ogni 10.000 km ma è sempre meglio consultare il proprio gommista.
È necessario avere riguardo alla tipologia del disegno del battistrada:
Per battistrada asimmetrici e direzionali in genere vanno mantenute le posizioni specificate sugli stessi; sugli asimmetrici è indicato infatti il lato da montare esternamente, mentre i direzionali vanno montati secondo il senso di marcia indicato dalla freccia sul disegno del battistrada.
Nel caso di battistrada simmetrici invece si può procedere all’incrocio delle posizioni, ma sarà necessario avere riguardo anche alla tipologia del sistema di trasmissione del veicolo; per questo è buona norma farsi assistere da professionisti nella procedura.
In tutti i casi comunque gli pneumatici da invertire devono avere le stesse dimensioni tra anteriori e posteriori.
Un’altra azione utile per mantenere gli pneumatici auto in buono stato è il controllo della convergenza delle ruote ossia la regolazione degli angoli in modo che siano paralleli tra loro e perpendicolari al suolo. Questo perché se l'assetto non è calibrato, può far sì che il mezzo vibri o non si diriga secondo la direzione di guida impartita dal volante.
Un controllo si può fare, per quanto riguarda la convergenza delle ruote, ponendo attenzione a verificare in rettilineo se il veicolo tiri da un lato invece di andare dritto. In dubbio, il nostro consiglio è quello di affidarsi ad un gommista di fiducia per la valutazione.
Lo scopo dell’equilibratura è quello di distribuire in modo uniforme il peso su tutta la circonferenza dello pneumatico affinché avvenga un rotolamento fluido e regolare, e che si evitino vibrazioni e scompensi a tutto il gruppo ruota.
Questo controllo è consigliabile ad ogni cambio gomme oppure annualmente, e quando si prendono buche importanti e ad alte velocità.
Quando lo pneumatico è stato smontato richiede sempre una corretta conservazione.
I metodi di stoccaggio degli pneumatici dipendono a seconda del loro stato: senza cerchi oppure con cerchi. In entrambi i casi, comunque, esistono norme e metodi di stoccaggio per far sì che non si deformino o danneggino.
È indicato pulirli prima di riporli.
Ma come effettuare la pulizia degli pneumatici? Semplicemente con acqua e con una corretta asciugatura.
Questo perché eventuali sostanze presenti sulla superfice degli stessi possono interferire nel tempo con le miscele e quindi danneggiarle.
Un’altra regola fondamentale per mantenere correttamente gli pneumatici in stoccaggio è tenerli lontani da fonti di calore, scintille o luce diretta, oltre che lontani da sostanze chimiche.
Importanti per una buona conservazione, quindi, sono anche le condizioni dell'ambiente in cui vengono stoccati gli pneumatici.
Innanzitutto, la temperatura ideale deve mantenersi tra i 10-25 °C e l'umidità ideale inferiore al 60% per evitare la formazione di muffe. Inoltre, si richiede un luogo buio e ventilato.
Come anticipato poco prima, l'ambiente dovrà essere privo di contaminanti chimici (solventi, lubrificanti, benzine) e di corpi taglienti o appuntiti che possono danneggiare le gomme.
Un NO deciso alla conservazione all’aperto di pneumatici sotto teloni per lunghi periodi.
Puoi effettuare la conservazione in garage degli pneumatici a casa tua, osservando le indicazioni sopradette o puoi chiedere ai nostri centri convenzionati di effettuare lo stoccaggio nel momento del cambio gomme.
Questo vi permetterà di essere sicuri e tranquilli nel momento del cambio e di risparmiare spazio e tempo, senza dimenticarsi della pulizia!
Infatti, se stoccherete personalmente, le ruote poi dovranno essere trasportate presso il centro per il montaggio, rischiando così di rovinare gli interni della vostra vettura e di rovinare gli pneumatici, se non caricati correttamente.
Poste tutte queste indicazioni per la corretta conservazione, sono importanti anche le tecniche di stoccaggio gomme per evitare deformazioni.
Queste prevedono che gli pneumatici senza cerchio vengano conservati sollevati dal suolo su scaffalature o rastrelliere, in posizione verticale gli uni accanto agli altri e, nel caso in cui invece vengano stoccati in pile, queste dovrebbero essere non più alte di 1,20m, avendo cura di spostare le gomme di posizione, di modo che, appunto, non riportino delle deformazioni o danneggiamenti.
Nel caso invece di stoccaggio di pneumatici con cerchio, ovviamente il cerchio fornirà un supporto per evitare la deformazione e quindi lo stoccaggio in pile sarà meno pericoloso. Esistono anche alberi per permettere di impilare gli pneumatici uno sull’altro, pur tenendoli separati.
Possono essere anche appesi a ganci o rastrelliere specifici per pneumatici, ma attenzione a non appendere mai pneumatici senza cerchio.
Utile è anche rotolare periodicamente le gomme stoccate in posizione verticale e la conservazione in sacchi resi sottovuoto per evitare che l’aria, la polvere e simili secchino o danneggino lo pneumatico.
Una regola importante da seguire prima dello stoccaggio è di segnare sullo pneumatico la posizione di installazione sul mezzo e verificare che non debba essere sostituito perché usurato.
Tutto quanto sopra indicato viene effettuato passo passo dal gommista, nel caso decidiate di affidarvi ad un professionista. Scegliere un professionista vi assicurerà inoltre di non preoccuparsi del trasporto degli pneumatici dalla propria abitazione al centro prescelto per il montaggio, evitando così scomodità e rischi vari accennati in precedenza.
Se cerchi un nostro centro autorizzato per il montaggio e lo stoccaggio delle gomme clicca qui.
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Il Type dell'auto è un codice che la casa madre assegna ad ogni veicolo per poterlo distinguere da modelli simili.
Puoi trovare questo codice nella carta di circolazione in due punti: Al punto D.2 (Tipo veicolo) oppure al punto E (numero di identificazione del veicolo).
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